Monete di Vittorio Emanuele III

Vittorio Emanuele III

Figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia, nasce a Napoli l'11 novembre del 1869 e diventa re d'Italia nel 1900 dopo l'assassinio del padre: il venticinquennale della sua ascesa al trono verrà ricordata nel 1925 con la serie "Vetta d'Italia", che ricorda anche il decennale dell'inizio del primo conflitto mondiale. Studioso di numismatica, pubblica tra il 1914 ed il 1943 il Corpus Nummorum Italicorum, un'opera in 20 volumi rimasta incompiuta sulle monete italiane dalla fine dell'impero romano.
Riprende l'iniziativa coloniale di Umberto I con lo sbarco in Libia del 29 settembre 1911 e l'occupazione delle isole egee del Dodecaneso del maggio 1912; con la pace di Losanna del 18 ottobre 1912 la Turchia riconosce all'Italia il possesso della Tripolitania e della Cirenaica.
Nel 1909 Vittorio Emanuele III inizia la coniazione di sue monete per la Somalia, emissioni che termineranno nel 1925.
Nel 1918 inizia la coniazione di talleri italiani per l'Eritrea, ma il basso gradimento dalla popolazione locale porta all'accordo italo-austriaco del 9 luglio 1935 per una loro sostituzione con Talleri di Convenzione; la coniazione dei talleri di Maria Teresa proseguirà fino al 1950.
Nella prima guerra mondiale, l'Italia mantenne inizialmente una posizione neutrale. A causa dell'irredentismo del trentino e della Venezia Giulia, però, l'Italia abbandona la triplice alleanza con Austria e Germania e combatte al fianco degli alleati con Francia ed Gran Bretagna. Il decimo anniversario della battaglia del Piave del giugno 1918, che apre la strada alla vittoria di Vittorio Veneto ed alla fine della Prima Guerra Mondiale, viene celebrata nel 1928 con la serie "Elmetto". A seguito della vittoria nel conflitto si ha la ricongiunzione con l'Italia di Trentino, l'Alto Adige, Trieste ed Istria.
Nel contesto della crisi economica e politica che segue alla guerra, il paese conosce una serie di agitazioni sociali che il governo non è in grado di controllare. Il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fonda a Milano i Fasci di Combattimento, trasformati nel Partito Nazionale Fascista nel novembre 1921. Dopo marcia su Roma del 26 ottobre, il re chiede a Mussolini di formare un nuovo governo il 28 ottobre 1922. La marcia su Roma verrà ricordata nel 1923 con la serie "Fascio". Nell'aprile del 1924 vengono indette nuove elezioni, svoltesi in presenza di gravi irregolarità. Il deputato socialista Giacomo Matteotti, che denuncia in Parlamento queste irregolarità, viene ucciso il 10 giugno 1924. Il 3 gennaio 1925 Mussolini rivendica la responsabilità dell'accaduto, dando inizio alla dittatura fascista. Come anno d'inizio dell'Era Fascista viene considerato il 1922, per cui le monete coniate dopo l'instaurazione della dittatura riporteranno i millesimi nel doppio formato dell'anno dopo Cristo (con numerazione araba) e dell'Era Fascista (con numerazione romana). Nel 1929 i Patti Lateranensi pone fine al conflitto tra Stato e Chiesa nato a seguito dell'unificazione d'Italia del 1870.
Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane in Eritrea e Somalia invadono l'Etiopia, guerra conclusa il 9 maggio 1936 con la proclamazione dell'Impero dell'Africa Orientale Italiana: la creazione delle colonie italiane in Africa dà inizio alla coniazione della serie "Impero". Nell'aprile del 1939 viene occupata l'Albania, con la conseguente coniazione di nuove monete per questo paese.
A seguito dell'asse Roma-Berlino dell'ottobre 1936 ed il Patto d'Acciaio del 22 maggio 1939, il 10 giugno 1940 l'Italia l'entra in guerra a fianco della Germania nella Seconda Guerra Mondiale. L'offensiva inglese del dicembre 1940 comporta la progressiva perdita dei territori italiani in Libia, fino alla sconfitta di El Alamèin del 3-4 novembre 1942. Anche i territori in Somalia, Eritrea ed Etiopia vengono persi, con l'ultima resistenza sull'Amba-Alagi del 17 maggio 1941. Le sconfitte in Grecia ed Africa e l'imminente invasione da parte degli alleati portano il Gran Consiglio Fascista a votare contro la politica di Mussolini, che viene destituito ed arrestato il 25 luglio 1943. Il 1 settembre i tedeschi liberano Mussolini, che costituisce il 25 settembre 1943 la Repubblica Sociale di Salò.
Pietro Badoglio, nominato nuovo primo ministro, il 3 settembre firma un armistizio con gli alleati, reso noto l'8 settembre. Per non cadere in mano ai Tedeschi, il 9 settembre il re abbandona Roma verso Brindisi, da dove dichiara guerra alla Germania il 13 ottobre. Questa situazione di guerra civile termina il 25 aprile 1945 con la fine della guerra. Il re abdica in favore del figlio Umberto II il 9 maggio 1946 ed il 2 giugno 1946 il referendum istituzionale pone fine al regno dei Savoia a favore della repubblica.
Vittorio Emanuele III muore ad Alessandria d'Egitto il 28 dicembre 1947.



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